Samhain è l’antica festa gaelica  (pronunciato in inglese [ˈsɑːwɪn][ˈsaʊeɪn] o [ˈsaʊɪn][1]; in irlandese [ˈsˠəunʲ]), scritto anche Sauin (alla mannese) che significa letteralmente fine dell’estate, anche conosciuta ora grazie ai celti come Capodanno Celtico; il mondo celtico ne ha tramandato l’eredità fino a farla perdurare ai giorni nostri.

 

Quando i Romani entrarono in contatto coi Celti, identificarono il Samhain con la loro festa dei morti. Conseguentemente con l’avvento della cristianità così come la conosciamo, questa festa è stata metabolizzata anche nel nostro immaginario cattolico e nella nostra tradizione cattolica, per poi metamorfosarsi ulteriormente oltreoceano, dove nonostante l’influsso irlandese e gaelico, ha attecchito massimamente la versione più giocosa legata alle ritualità esteriori, che fanno leva sulle iconografie degli spiriti intesi come malignità e paurosità.

Si rimanda qui alla comprensione del famoso “dolcetto o scherzetto?” di origine irlandese, poi esportato ovviamente in America…

DOLCETTO O SCHERZETTO?
In Irlanda si diffuse la tradizione di lasciare cibo e latte da bere fuori dalle porte delle abitazioni la notte del 31 cosicchè gli spiriti potessero rifocillarsi e scegliere di non fare brutti scherzi  agli abitanti della casa!
…Per questo i ragazzi si mascherano da scheletri, figure paurose e fantasmi bussano alle porte per chiedere cosa il proprietario preferisca..

A parte le numerose e più commerciali letture, in verità è Tempo di ritirarsi in profondità e salutare la luce abbagliante che ci ha accompagnato negli ultimi mesi dunque…tempo di riflessione e di contemplazione, di arricchire l’interiorità e celebrare la connessione con il sonno della terra nei mesi più freddi che arriveranno.
In particolare, nella notte tra il 31 e l’1 si può rimanere in ascolto di un evento unico durante l’anno: l’assottigliarsi del velo tra i due mondi; le celebrazioni del mondo dei defunti sono quindi molto importanti in questo momento, ed è possibile stabilire una connessione.
è possibile che l’uomo sperimenti una comunione particolare con la dimensione dell’invisibile e dell’aldilà, questo gli antichi lo sapevano e lo abbinavano alla festa terrestre sempre secondo l’assunto di “come in basso così in alto”… vi è dunque la possibilità di preparare con la meditazione e la celebrazione, attraverso rituali, un proprio spazio parallelo a questa dimensione, in cui reincontrarsi ,non solo con i defunti, con i propri antenati e avi, ma anche con le parti di sè che naturalmente, nelle fasi della nostra vita, noi lasciamo morire.
Attraverso il sacrificio di queste morti egoiche, accediamo alla nostra evoluzione, e per questo così come sapevano gli antichi, è necessario celebrare e onorare tali passaggi.

 

Gli spiriti aiutano l’uomo su questo piano dimensionale da sempre e con questa festività così oscura eppure così fondamentale, possiamo riallinearci e commemorare.

“In ogni raggio di sole possiamo percepire l’agire dei defunti sui vari regni.
Ovviamente l’uomo non compie da solo, con le sue forze queste attività, perché ne ha facoltà, ma non coscienza chiara: viene aiutato da entita superiori.”    Da R. Steiner, 93a XIII conferenza

 
Esistono inoltre meditazioni e preghiere potenti (segnaliamo gli scritti di Steiner ne “La Meditazione del cuore per i defunti”), per aiutare il passaggio dei defunti a noi cari nelle regioni cosmiche, entro le quali stanno viaggiando; impariamo ad accompagnare e non solo a contattare quindi, impariamo a lasciare andare, certi che ogni tassello di noi stessi e di chi amiamo, ha uno spazio vivo nel nostro cuore e nella creazione intera.

 

A proposito dell'autore

Anna Colacicco è nata e vive a Bologna. Studiosa di astrologia, materia nella quale vanta varie partecipazioni a seminari, stage e corsi, dal 1994. Dal 1996 collaboratrice dell'allora delegata Giulia Rosa Bigazzi Vincenti del CIDA, Centro italiano di discipline astrologiche e, successivamente, del nuovo delegato Dott. Armando Billi. Dal 2006 al 2008 è stata lei stessa delegata dell'associazione per la provincia di Bologna avvalendosi della collaborazione della collega Graciela Cambeses. Nel 2005 ha scritto un manuale pratico sulle Rivoluzioni Solari, tecnica previsionale.

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