La Naturopatia è l’insieme delle tecniche olistiche che curano il corpo nella sua globalità, senza dimenticare la parte emotiva e quella psicosomatica. Soma e psiche, intimamente legate, che determinano le cause primarie di squilibri e patologie.

 

Quando un disturbo si presenta in fase acuta o cronica si può sicuramente intervenire con rimedi naturali, ma è necessario capire che ciò  avviene in primis nei corpi sottili, e solo di conseguenza va ad interessare il corpo. Per questo motivo è necessario un approccio continuativo e globale di prevenzione e attenzione di sé.

Per cominciare un programma olistico e poi proseguire con buoni risultati, o come è in uso dire attualmente “per fare un percorso”, occorrono due grandi e potenti alleate che si chiamano Disciplina e Volontà: disciplina per poter essere sufficientemente motivati a percorrere passo passo questa strada e volontà per centrare sempre l’obiettivo focalizzando il punto di arrivo. Ovviamente non c’è un punto di arrivo oggettivo e assoluto, ognuno decide quale sarà il proprio, in base al proprio vissuto e alle concause che lo portano a non sentirsi bene fisicamente e psicologicamente.






Disciplina e Volontà possono essere sviluppate con gioia ed entusiasmo se il  nostro terreno di base ha un buon funzionamento a carico soprattutto, in questo caso, del Chakra III, Manipura – il Plesso solare (situato 2 dita sopra l’ombelico) – sede di questa centratura e spinta al futuro, all’obiettivo; diversamente ecco che incorriamo in manifestazioni contrarie al suo buon funzionamento, ovvero scoraggiamenti, affaticamenti e dispersione energetiche che non permettono di focalizzare. Per questo corretto sviluppo si possono trovare varie tecniche: dallo Yoga ad altre discipline che coinvolgono la respirazione, a terapie energetiche floriterapiche ecc. Questo per ciò che concerne la parte energetica del flusso vitale del Chakra, esso come tutti gli altri, può interessare anche ovviamente la sfera corporea e far sviluppare vari disturbi a livello della sfera metabolica e delle membra.

 

Qualsiasi Chakra bloccato è un vortice chiuso e laddove un’energia non scorre, vi è cristallizzazione e irrigidimento – “crampo” energetico.

 

Se banalmente abbiamo un problema specifico di salute, un disturbo di cui non riusciamo a liberarci con medicinali allopatici, invasivi e generici, allora possiamo decidere di affidarci alla medicina alternativa, ben sapendo che dobbiamo disporci con una mente aperta e priva di pregiudizio, perché anche da un semplice sintomo apparentemente banale possiamo andare a toccare invece la punta di un iceberg che poggia le sue fondamenta molto in profondità dentro di noi, ed in questo modo, sappiamo da dove/cosa partiamo (cioè il sintomo) ma non sappiamo dove arriveremo intraprendendo questo nuovo, coraggioso viaggio.

La domanda che a volte ci si pone quando si è nel percorso, o quanto meno all’inizio di esso, è tra tutte:

 

Ne vale la pena?

 

Ne vale la pena di scardinare e modificare aspetti radicati in noi, di cui, se in fase dormiente, non ci accorgiamo neppure? A questa domanda ovviamente non c’è una risposta oggettiva.

Ne vale la pena se un’urgenza dentro di noi ci chiama e ci sospinge a farlo; è un atto di responsabilità verso quello che siamo, e che potremo essere in futuro, sia a livello corporeo – perché il corpo di cui siamo dotati incarnandoci è un tempio sacro – che a livello emotivo e sottile – perché il centro energetico nel nostro petto, il cuore, il  Chakra IV: Sahasana, si apre e ci regala nuove facoltà cognitive, qualora ci predisponiamo per accogliere il cambiamento in noi.







Il Cambiamento

Esso come è noto fa più paura della sofferenza stessa, il non conosciuto, l’aldilà del nostro consueto. È spesso il mostro responsabile della staticità e della rigidità che ci impediscono l’avanzamento spirituale e la guarigione totale dai nostri schemi limitanti che portano a vere e proprie malattie.

Il corpo eterico, che mantiene la memoria delle azioni e dei sentimenti e fa imprimere in noi sottilmente e a livello energetico i traumi, viene danneggiato continuamente da questo continuo lavorio distorto e autolimitante; cosicché quando queste aure sporcate e bucate vengono intaccate in modo massiccio si passa al sintomo concreto sul piano materiale, ovvero sul corpo. Questo è, in parole povere e semplificando un poco, l’inizio di ogni malattia; chiaro è che quando essa si è già manifestata sul piano fisico, questo discorso a ritroso può non essere così immediato, c’è bisogno di entrare in sé stessi, di perdonarsi laddove necessario, di sospendere ogni giudizio su di sé e gli altri, di volersi bene davvero…

 

La Prevenzione

La medicina olistica basa molto della sua filosofia sulla prevenzione. L’approccio è chiaramente basato su essa perché un corpo sano e libero da condizionamenti di vario genere rimane naturalmente in salute senza bisogno di assumere sostanze aggiuntive. Sappiamo poi ovviamente che al giorno d’oggi per “medicina” si intendono quei farmaci che si assumono senza controlli e conoscenze per placare dolori di varia origine, sono quindi per lo più gli antidolorifici, gli antinfiammatori e tutta una serie di antibiotici per le patologie più comuni e diffuse distribuiti  a volte con leggerezza da medici molto poco attenti al paziente come essere umano. La macchina delle holding farmaceutiche schiaccia e appiattisce ogni confronto basato sulla  saggezza e sull’ascolto interiore a favore del profitto, e questo è argomento noto oramai.

Prendere la medicina equivale quindi a sedare il dolore, la spia del malessere, del disagio, senza indagarne la causa. Con questo discorso vorrei altresì specificare che non si prendono in considerazione tutti quei casi in cui la medicina ufficiale offre, attraverso una ricerca costante e valida, un aiuto concreto nel trattare patologie di intensità e origine problematica; non si  tratta di demonizzare infatti questo mondo, quanto più di desiderare che esso si integri in modo costruttivo alla filosofia dell’olismo e della naturopatia, prendendo in considerazione cioè la globalità dell’individuo, come macchina biologica e come agglomerato di energie e vibrazioni in grado di produrre cambiamenti tangibili su piano materiale.

Attualmente manca ancora una significativa presenza di sinergie tra olismo e medicina ufficiale, ma alcuni casi isolati come ospedali che aprono le porte al Reiki e alle Floriterapie e similari, offrono un ponte pionieristico verso una visione armonica e aperta, che ci permetterà un giorno di fondere tutto ciò per una presa di coscienza di quello che l’essere umano rappresenta nella sua globalità.

Concludo con una riflessione sul concetto di malattia stessa: essa non è il male o il demone. È ciò che ci permette di perdere l’equilibrio un momento, per poi ritrovarlo connessi maggiormente a noi stessi;

 

La malattia è l’inizio della guarigione

 

Ciò è massimamente corretto, se si ha il coraggio di vedere che il dolore è la parte costitutiva insita nell’esperienza, ed è un’opportunità di evoluzione.

 

“Il cambiamento non è mai doloroso. Solo la resistenza al cambiamento lo è.”

Buddha






A proposito dell'autore

Il mio percorso comincia nel 2006 come Naturopata e continua nella ricerca di metodi di guarigione naturale che mettano in relazione la floriterapia, le energie dei cristalli e soprattutto il colore, con l'arte terapia. Credo nella fusione e nella sinergia di più ambienti olistici, amo i colori, la natura. Credo nelle capacità creative e di guarigione insite naturalmente in ogni persona. Attualmente sono impegnata in un percorso di studio per Counselor Olistico e Armonizzatore familiare tramite Arteterapia, con indirizzo antroposofico. Collaboro con alcune associazioni per organizzare Workshop di disegno della forma Mandalica, pratico Reiki e Cristalloterapia, Floriterapia con metodi Bach, Californiani e Australiani. Vivo a Bologna.

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