Oggi si festeggia come tradizione nei paesi celtici, con il 1° febbraio, la lenta rinascita del ciclo primaverile: la luce rinata a dicembre ritrova la via verso la manifestazione terrena.
La ruota gira.






Presso i Celti dunque il 1° febbraio era Imbolc (pronuncia Immol’c) detta anche Oimelc o Imbolg. L’etimologia della parola rinvia al senso profondo di questa festa. Infatti Imbolc sembra derivare da Imb-folc, cioè “grande pioggia’ e in molti luoghi dei paesi celtici questa data è chiamata anche “Festa della Pioggia”. In italiano abbiamo dai tempi dei Romani preso in uso il termine Candelora, per identificare questo momento. Momento che i cristiani hanno ripreso sempre con il rito delle candele portate in Chiesa o accese nelle abitazioni.

Imbolc è al contempo anche una Festa del Fuoco , come tutte e 4 le feste celtiche annuali, perchè appunto è molto diffusa la ritualità dell’accensione di fuochi e falò;  la donna dell’antico mondo celtico, ricopre un ruolo essenziale, ora come allora. Nei villaggi infatti, le donne si riunivano per celebrare insieme la Dea della Luce, dall’imbrunire fino al giorno successivo.

Ecco che diventa quindi chiaro, in questo risalire all’entusiasmo e alla luminosità della natura e del Sole, accendere una candela, bruciare fasci di erbe profumate, purificarsi dopo il rigido inverno. La candela è sempre uno strumento di consapevolezza e trasformazione.

I segni leggeri di cambiamento  sono ancora un seme che dorme, nella terra ancora gelida, ma carica di fiducia.

 

Chi è Brigit?

In questo periodo si onora una Dea celtica : Brigit (conosciuta anche come Brighid o Brigantia), dea del triplice fuoco: patrona di fabbri, poeti e guaritori.

Il suo nome deriva dalla radice “breo” (fuoco): il fuoco di guarigione e di ispirazione creativa.
Brigit, dunque protegge i versi dei poeti, dei bardi, poichè bel mondo celtico tutto ciò acquista una valenza mistica e magica. Così come il fuoco che plasma il metallo e la materia,  l’alchimia è ancora l’espressione tradizionale dell’antica concezione sacra della lavorazione e trasmutazione dei metalli.

 

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Sotto l’egida di Brigit sono anche i misteri druidici della guarigione, ella è “il grembo” e i suoi strumenti, tra cui le fonti sacre e guaritrici, e lo specchio di divinazione sono ancora oggi elementi molto seguiti.

La sua potenza non poteva essere spazzata via da tradizioni deboli e recenti, così venne cristianizzata come Santa Bridget o Bride, nome in gaelico, e la sua festa si celebra appunto il 1° febbraio, giorno di Santa Bridget o Là Fhéile Brfd.
A Santa Bridget fu consacrato il monastero irlandese di Kildare.

Nelle tradizioni celtiche, Cernunnos, il dio con le corna, virile e potente, governava sull’oscurità e fecondava la divinita femminile della Luce, in questa notte. Luce e Buio stretti nella loro inseparabile dualità, verso la luna crescente in un intero ciclo.

Come candela significa Splendere, oggi anche nel grigio e nel freddo di un inverno non ancora concluso, splendiamo dunque, e ridoniamo alla Vita la nostra lotta e la nostra fiducia per la luce che verrà e per la conquista della consapevolezza.

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Articolo di Irene Sartini







A proposito dell'autore

Il mio percorso comincia nel 2006 come Naturopata e continua nella ricerca di metodi di guarigione naturale che mettano in relazione la floriterapia, le energie dei cristalli e soprattutto il colore, con l'arte terapia. Credo nella fusione e nella sinergia di più ambienti olistici, amo i colori, la natura. Credo nelle capacità creative e di guarigione insite naturalmente in ogni persona. Attualmente sono impegnata in un percorso di studio per Counselor Olistico e Armonizzatore familiare tramite Arteterapia, con indirizzo antroposofico. Collaboro con alcune associazioni per organizzare Workshop di disegno della forma Mandalica, pratico Reiki e Cristalloterapia, Floriterapia con metodi Bach, Californiani e Australiani. Vivo a Bologna.

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