Il Feng Shui è una disciplina di origine cinese che ci aiuta ad individuare le migliori condizioni di armonia nei nostri spazi di vita e lavoro.

Nasce migliaia di anni fa a partire dall’osservazione della natura nella sua interazione con l’uomo, al fine di aiutarlo ad individuare i luoghi migliori per il suo sostentamento, la sua sicurezza, la garanzia di una prospera discendenza.






Osservando i luoghi, gli animali e le piante, lo scorrere delle stagioni, le fasi astronomiche, si andò generando un complesso di pratiche e tecniche che suggerivano le migliori disposizioni delle coltivazioni agricole affinché garantissero il cibo sufficiente ad una popolazione sempre in crescita, le conformazioni e gli orientamenti più adatti per la costruzione di case e città sicure e confortevoli, i luoghi più favorevoli dove i propri antenati potessero avere una sepoltura degna e propizia al sostegno ed alla protezione delle discendenze future.

Cibo, sicurezza, discendenza dunque, furono da subito i campi di applicazione del Feng Shui (o di quello che sarebbe stato chiamato molto tempo dopo Feng Shui). Campi di applicazione corrispondenti ai bisogni comuni non solo all’uomo, ma anche agli animali. Infatti alcuni dei principi su cui si basa il Feng Shui nascono proprio dall’osservazione degli animali, e ne rimane evidente traccia nella sua terminologia.

Una disciplina quindi dalle caratteristiche pratiche, formatasi su una base sostanzialmente empirica, ma inserita al tempo stesso nella più generale cultura orientale, dove trova una sua giustificazione dal punto di vista teorico nei concetti chiave della filosofia e metafisica cinese, in particolare il Taoismo: la dualità Yin e Yang, l’energetica basata sulle cosiddette 5 Energie, i Trigrammi.
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Nei secoli questa disciplina è andata via via arricchendosi, anche grazie all’introduzione di nuovi strumenti quali la bussola (il Lo Pan), di nuove tecniche, nuove scuole di pensiero. Purtroppo ha anche subìto, specie negli ultimi secoli, l’appesantimento di concetti ed elementi estranei ai principi di fondo, dovuti a sovrapposizioni, cattive interpretazioni, errate trasmissioni del sapere. Da qui superstizione, applicazioni meccaniche, regolette astratte ed inefficaci.

Sfortunatamente è l’aspetto che ancora oggi si presenta con più facilità quando ci si avvicina a questa antica disciplina. Ecco allora approcci superficiali con soluzioni a base di amuleti, preghiere, riti, prescrizioni contraddittorie ed illogiche.

Il Feng Shui non è nulla di tutto questo.

Grazie ad un nuovo approccio, ad un processo di studio, ripulitura ed innovazione dovuto anche all’integrazione di contributi scientifici “occidentali”, siamo oggi in presenza di una disciplina olistica di grande complessità, ricchezza ed efficacia.

E’ applicazione intelligente e critica di principi universali e verificabili.
E’ discernimento del contesto non solo fisico ma anche culturale e storico.







E’ soprattutto una disciplina intrinsecamente legata alla percezione, perché parla proprio di come l’uomo percepisce i suoi spazi e non può essere compresa se non nella pratica percettiva. Un po’ come non si può parlare dei colori senza vederli, o della musica senza ascoltarla.

Avvicinarsi al Feng Shui, come alle altre discipline cinesi richiede inoltre un coinvolgimento molto particolare: non si tratta solo di imparare alcune regole, capire tecniche più o meno complesse e saperle applicare formalmente. E’ necessaria una comprensione profonda che parte anche da un “pensare” diversamente, non applicando unicamente la parte razionale, logica del nostro pensiero, ma anche e soprattutto gli aspetti percettivo sensoriali, l’immaginazione, l’intuizione. Non a caso è fondamentale il linguaggio che si usa, dove gli ideogrammi, con la loro struttura per immagini, sono un elemento sostanziale ed insostituibile per una corretta comprensione dei princìpi ed applicazione delle tecniche.

Il Feng Shui quindi, ci aiuta ad orientare non soltanto il letto, ma tutta la nostra casa ed i nostri luoghi di lavoro, individuando le migliori disposizioni in funzione delle nostre caratteristiche personali, dei nostri bisogni, delle nostre aspirazioni.

Attraverso questa disciplina ricca di antica saggezza, complementare all’approccio logico razionale cui siamo abituati in Occidente, possiamo anche comprendere in maniera più approfondita, e spesso sorprendente, le nostre scelte, il nostro passato, le nostre potenzialità, e così aiutarci ad orientare importanti aspetti della nostra vita.

 

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Articolo a cura di Ludovico Bisi

Laureato in Architettura cum laude presso l’Università “La Sapienza” di Roma, iscritto all’Ordine degli Architetti di Roma. Lavora nella Capitale ma con diverse esperienze di progettazione anche all’estero.

Svolge la propria attività professionale nel campo della riqualificazione degli ambienti abitativi e commerciali, con un’attenzione particolare alla relazione tra gli spazi, le funzioni, l’ambiente in generale ed il benessere psicofisico delle persone. E’ impegnato nella ricerca di una progettazione “olistica” che integri gli strumenti classici dell’Architettura, prevalentemente basati su competenze “tecniche”, con discipline, in primo luogo il Feng Shui, di cui è interessato anche agli aspetti teorici e di studio, che oltre ad un robusto apparato teorico tecnico, richiedano capacità percettive e di sensibilità umana.

Ha studiato il Feng Shui presso la scuola Creative Feng Shui di Stefan Vettori, ottenendo la qualifica di consulente professionale. Pratica Taiji e Qi Gong. Ha un proprio blog sul sito www.architetturaumana.com , collabora con la scuola di Taiji “Il Bozzolo di Seta” di cui cura il sito. Oltre all’attività di architetto, realizza consulenze Feng Shui su abitazioni, locali commerciali e lavorativi.

Contatti

340 9568724 – l.bisi@tiscali.it






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